Covid-19, firmato il nuovo DPCM; stretta sulla movida e didattica mista nelle Scuole.

Covid-19, firmato il nuovo DPCM; stretta sulla movida e didattica mista nelle Scuole.

Ieri sera è stato firmato il nuovo DPCM 18 ottobre 2020 che introduce nuove regole per limitare la diffusione del virus Covid-19. Il governo decide di intervenire nuovamente nei luoghi della movida per fermare l’impennata di contagi da Covid-19.

 

Una grande novità è l’affidamento ai sindaci del potere di chiudere strade e piazze dalle 21 e interviene sugli orari dei bar per far rispettare il divieto di assembramento. Conferma anche tutti i divieti e gli obblighi introdotti con il Dpcm del 13 ottobre 2020 , dunque la mascherina da indossare sempre sia all’aperto, sia al chiuso a meno che non si stia in zone isolate.
Con questo DPCM il Governo va incontro alle Regioni che avevano sollecitato di lasciare aperti i ristoranti, mentre ai titolari di palestre e piscine viene concesso una sorta di ultimatum di una settimana per adeguarsi ai protocolli del Comitato Tecnico Scientifico oppure verrà imposta la chiusura generalizzata.
Limitati invece gli sport da contatto che potranno essere svolti solo «a livello individuale», dunque con allenamenti distanziati.
Sugli orari di ingresso dei liceali a scuola dovrà essere previsto uno scaglionamento e anche una rotazione per la didattica a distanza. Gli studenti delle altre classi potranno invece seguire le lezioni in presenza.

Proseguono le attività del mondo dello spettacolo, mentre le sale giochi dovranno chiudere alle 21.
Nulla cambia per il trasporto pubblico, con la capienza confermata all’80% anche se non è escluso che, se con il trascorrere dei giorni la curva epidemiologica continuerà a salire, ci potranno essere nuovi e più incisivi interventi.

Bar e ristoranti

«Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo». «Gli esercenti — prosegue ancora il Dpcm — sono obbligati a esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti». «Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering».

Sagre e sale bingo

«Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle 8 alle 21». «Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite lemanifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico scientifico e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro».«Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza». Restano aperti cinema e teatri con posti a sedere pre-assegnati e distanziati di almeno un metro.

Stretta alla movida

«I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private». Rimane il divieto per le persone di sostare davanti ai locali pubblici. Sarà «il prefetto territorialmente competente ad assicurare l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della Regione e della Provincia autonoma interessata». Rimangono le multe da 400 a 1.000 euro per chi non rispetta i divieti. Per i locali pubblici saranno intensificati i controlli con il rischio chiusura se non vengono seguiti i protocolli.

La didattica mista

«L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9». «Le università predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico».

Bus, tram e metrò

Nel Dpcm nulla cambia rispetto al precedente provvedimento, firmato da Conte il 13 ottobre. La capienza dei bus e dei treni locali resta fissata all’80 per cento dei posti. Il nuovo decreto raccomanda che l’erogazione del servizio pubblico, la cui programmazione spetta al presidente di Regione, sia «modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti». Le uniche soluzioni individuate per alleggerire il traffico riguardano l’invito a scaglionare gli ingressi dei liceali (aumentando anche la didattica a distanza) e l’implementazione dello smart working.

Smart working

«Incrementeremo con un provvedimento della ministra Dadone lo smart working».Nel testo finale non è specificata la percentuale di lavoratori che devono stare in smart working. Per ridurre i contagi si raccomanda che «le attività professionali siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale»

Palestre, 7 giorni per adeguare i protocolli

Il governo ha deciso di dare agli esercenti una settimana per adeguare i protocolli e verificarne il rispetto. Fra sette giorni, se le regole di distanziamento e igiene non saranno rispettate anche negli spogliatoi e nelle aree comuni, le strutture verranno chiuse come annunciato da Conte. Resta dunque consentita «l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento».

Stop alle partite di calcetto

Calcio, calcetto, basket, pallavolo e altri sport di squadra «da contatto» praticati da bambini e ragazzi non si fermano, ma le società sportive dovranno cambiare le modalità di allenamento: niente partite. L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e le attività di avviamento allo sport «sono consentite soltanto in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni». Sospese gare e attività connesse «agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale». Sarà possibile continuare a svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, rispettando la distanza di almeno due metri. Va avanti il campionato di calcio. La presenza del pubblico è consentita «con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale». Non oltre 1.000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Palestre e piscine restano aperte, nel rispetto delle distanze e senza assembramenti.

 

Pubblicata il 19 Ott 2020
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