hpim4188Il castello dei Conti Guidi, signori feudali che per secoli dominarono le giogaie appenniniche ed a lungo anche i fondovalle fra Casentino, Valdarno e Romagna, costituisce attualmente un’area archeologica ‘sigillata’ dal momento del suo repentino e definitivo abbandono, avvenuto attorno al terzo quarto del secolo XIV.
La documentazione di tale evento conclusivo, che si pone al termine di un’occupazione plurisecolare del sito, è stato uno dei risultati del programma di indagini archeologiche ad opera di una equipe dell’ Università di Firenze che, utilizzando i metodi dell’archeologia storica, ha per scopo la ricostruzione della storia del territorio montano interposto fra i comuni di Pian di Scò e di Reggello. Il sito, che si sta rivelando come uno dei più importanti insediamenti fortificati di altura del Valdarno, è citato nelle fonti scritte, fra i secoli XI – XIV, come Castiglion della Corte, infeudato dai Guidi ai Pazzi del Valdarno a partire dal tardo sec. XII. I dati archeologici documentano la storia del sito, dalle origini alto medievali (con tracce di frequentazioni preistoriche e di elementi strutturali di età classica) al processo di incastellamento feudale ed al suo sviluppo con caratteri monumentali. hpim4199Il castello occupa una posizione strategica di grande rilevanza fra Valdarno e Casentino; il poggio sul quale sorge mostra caratteri che ne giustificano la scelta per insediamenti che, in diverse epoche, occuparono la sua sommità: pendici scoscese e cima isolata, sufficientemente ampia; facile controllo di tutta la viabilità locale, che vi converge; facile difesa del luogo e rapida possibilità di intervento. Il sito si presenta come un centro abitato di notevole consistenza (oltre 2000 mq.) e con caratteri di tipo urbano, fortificato tramite una cerchia muraria che circonda la sommità del Poggio della Regina, a 914m. slm; essa è attualmente rilevabile in più punti lungo il margine del rilievo e visibile nella parte meridionale riportata in luce dagli scavi. L’interno è articolato in una serie di edifici e strutture le cui tracce appaiono rilevabili in ampi tratti del tessuto abitativo, che si comincia a percepire complesso. Il progetto pluriennale di indagini archeologiche ha caratteri di laboratorio sperimentale e di cantiere di scavo didattico e prevede anche l’ organizzazione di visite guidate e comunicazioni pubbliche sia nel corso della campagna estiva sia in altri periodi.